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Dai banchi delle elementari alle aule universitarie un solo verdetto: le femminucce sono le prime della classe
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Questa è una leggerezza che potrebbe costare molto ai ragazzi, anche perché il divario scolastico attraversa trasversalmente aree geografiche, classi sociali, gruppi etnici e non è solo limitato agli Usa ma ha contagiato quasi tutte le nazioni industrializzate. Negli States, tradizionalmente anticipatori di tendenze via via più globali, le donne dominano nei campus con il 57% delle lauree e il 58% dei master, mentre facoltà "maschili" come medicina e legge sono sul punto di essere espugnate. Già il primo giorno di scuola, i maschietti arrivano in classe con in media due anni di ritardo rispetto alle coetanee nel leggere e nello scrivere. Poveri ometti, biologicamente alle elementari avrebbero bisogno di quattro ricreazioni al giorno, ma se va bene ne fanno solo una. Allora si distraggono, si alzano, giocano invece che ascoltare finendo per restare indietro ed essere spediti a frequentare i corsi di recupero (dove, per inciso, le ragazzine "somare" sono solo il 30%)?. E se le lezioni di sostegno non bastano, ci pensa il famigerato e controverso Ritalin, che cura la sindrome da deficit di attenzione ed è ormai massicciamente prescritto in Usa ai bambini troppo vivaci.
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Un tale divario grida vendetta: tra maschi e femmine, denuncia Michael Gurian, autore di ''Boys and Girls Learn Differently", c'è uno stile diverso di apprendimento. Ma anche matematica e scienze, tradizionalmente bastione dei maschi alla scuola media e al liceo, non sono più appannaggio esclusivo dei ragazzi. Quanto alle attività di doposcuola, sono ancora loro, "le secchione" a dominare: dalla musica, al giornalino scolastico. Il risultato di un tale "gender gap" è visibile dalle statistiche: i ragazzi hanno il 30% di possibilità in più di lasciare la scuola prima del diploma. E in Italia? Secondo una ricerca del ministero del Lavoro e dell'Unione europea, le donne sono mediamente più istruite degli uomini. Per loro, c'è da dire, un titolo di studio alto (diploma di scuola superiore o laurea) è decisivo e rappresenta una sorta di inevitabile presupposto per trovare un lavoro spesso appena o scarsamente soddisfacente. Il "pezzo di carta" non è un passepartout per l'accesso a posizioni medio-alte, nemmeno per le prime della classe.
.04\07\2003
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Elena Cipriani
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FONTE: http://news2000.libero.it/speciali/sp75/pg2.html