CONTROTENDENZA. La rockstar, che l' altra sera ha cantato a Genova, se la prende col "sesso forte"
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NANNINI DURA, PESCI IN
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NANNINI DURA, PESCI IN
FACCIA AL MASCHIO
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La "ribelle" accusa: rovina il mondo.
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La "ribelle" accusa: rovina il mondo.
Il suo urlo: "Uomo, sei razzista e stupratore"
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GENOVA - Aveva due valenze il concerto che Gianna Nannini ha tenuto l' altra sera al Palasport di Genova: il messaggio antinucleare di Greenpeace in relazione agli sviluppi degli esperimenti francesi a Mururoa e piu' in generale la proclamazione di un rock al femminile che in sostanza ha lanciato, con qualche anno d' anticipo e con un linguaggio crudo con poche mediazioni poetiche, temi che oggi sono alla ribalta internazionale (conferenza delle donne a Pechino) e affascinano anche poeti per canzone italiani come Bennato e Vecchioni (ne parliamo in questa pagina). Da tempo un evento musical politico non richiamava a Genova un tal numero di persone. Ieri sera la Nannini ha proseguito il tour a Verona, lo concludera' il 18 in Sardegna. Altre date: domani a Ravenna, il 9 a Saint Vincent, il 12 a Brescia, il 13 a Torino (Palastampa), il 15 a Roma, il 16 a Napoli. Da almeno cinque anni Gianna Nannini si e' allontanata dal quel "melodramma rock" che l' aveva lanciata a livello internazionale con canzoni come "Fotoromanza", "Bello e impossibile", "Profumo", "Latin lover", per un genere piu' pepato, qualcosa di piu' vicino ai Litfiba o ad altri maledetti del rock internazionale.
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Chi, come noi, era legato alla Nannini prima maniera, e' rimasto spiazzato. Brani come "Per dispetto" o "Ottava vita" hanno parole dure quali "io razzista, io fascista, stupratore di bambine, spia tiranno romanista, dittatore di regime, io ruffiano corruttore, capomafia, spacciatore, grande figlio di p..." e delineano un mondo maschile che davvero non merita attenuanti. Diciamo che alla Nannini arrabbiata e disperata non sempre la nuova ciambella espressiva e' riuscita col buco. In canzoni come "Radio Baccano" concetti come "e faremo un gran baccano con la chitarra in mano" risultano purtroppo estremamente esili. Tuttavia, la Nannini da' una prova di coraggio collocandosi in un deciso isolamento culturale dal momento che quasi tutti i cantautori hanno rinunciato a cambiare il mondo e oramai preferiscono dissertare sul privato, sull' amore, sull' universo femminile. Fra le altre canzoni del concerto la romantica e vagamente disperata "Fotografia", la debole "Fiesta", la scatenata ed elettrica "Con te", "Non ti voglio", vero inno scatenato all' incomprensione fra i due sessi. Altro che la mano tesa, volonta' di dialogo e ricerca dell' altro universo che troviamo nei dischi di Bennato e Vecchioni.
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No, la Nannini va giu' dura, pesci in faccia. Ecco, per esempio, una citazione: "Faccio piazza pulita, comincio proprio da te, che mi fai perdere tempo con quella faccia da tonno... ehi ragazzo, testa di c..., che ti cadesse anche l' uccello". Nel concerto Gianna Nannini offre pure un volto meno castrante verso il popolo dei castrabili presentando fra le altre "California", "Sorridi", "Ninna nera" (una delle migliori del nuovo repertorio scritta con De Gregori), "I maschi" (con inserito uno slogan sulla necessita' di usare il profilattico), "Fotoromanza", "Bello e impossibile" e, nei bis, "Latin Lover" e "America". Uno spettacolo musicalmente molto curato, con suoni precisi e taglienti, a tratti commoventi, piu' spesso sconcertante e carico di una rabbia ambiguamente antimaschista.
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Luzzatto Fegiz Mario
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07\09\1995
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