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IL CINEMA DECRETA: ADDIO MASCHIO
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Costume. Dopo il film " L' eta' dell' innocenza " di Scorsese, anche " The remains of the day " di Ivory propone eroi repressi e inibiti , che riflettono i complessi dell' uomo in crisi. Uomini inetti: ecco il modello virile che ci viene dal cinema.
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Tipico non solo dei protagonisti di tanti film in costume dai toni sommessi come, appunto, questo o L' eta' dell' innocenza di Martin Scorsese, tratto dall' omonimo romanzo di Edith Wharton (in Italia edito dal Corbaccio), dove Newland Archer (interpretato da Daniel Day Lewis) si lascia passare accanto l' amore della sua vita. Tipico al punto che lo ritroviamo con la stessa frequenza anche nei film di grande richiamo come Sleepless in Seattle, campione d' incassi la scorsa estate, o in My Life (con Michael Keaton e Nicole Kidman), atteso per venerdi' prossimo. Lo stesso tipo di personaggio si fa largo anche nei film anti convenzionali come What' s Eating Gilbert Grape, in programma per dicembre. Certo, ci saranno sempre gli spettacoli tutti sangue e violenza con rozzi eroi d' azione. Ma molti dei "romantici" eroi disarmati, classici prodotti hollywoodiani, sono diventati deboli, inerti, indecisi: proprio come gli uomini che tante donne oggi si lamentano di avere al fianco. William Pollack, co autore del recente libro - Un' epoca di eroi caduti: la ri creazione della mascolinita' e psicologo della Harvard Medical School, - racconta che molti degli uomini che si sono rivolti a lui per una terapia avevano letto The Remains of the Day, il romanzo di Kazuo Ishiguro (in italiano Quel che resta del giorno, ed. Einaudi) dal quale il film e' stato tratto. I pazienti vi si identificano, scrive, perche' "mostra un uomo che prova sentimenti di ogni tipo, ma completamente incapace di esprimerli". A un altro psicologo della Harvard Medical School, Ron Levant, si deve la riscoperta di un termine clinico ampiamente usato per descrivere il fenomeno: "Alessitimia" (traduzione: mancanza di parole per i sentimenti, il che, cinematograficamente parlando, sta per: "fare i Gary Cooper non va piu' ").
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Hopkins, che impersona alla perfezione l' idea attuale di mascolinita' paralizzata, riapparira' fra un mese in Shadowlands, un film sullo scrittore inglese C.S. Lewis e la sua passione amorosa per la poetessa americana Hoy Gresham (Debra Winger). Nei panni di un professore di Oxford represso, Hopkins e' incapace di dichiarare il proprio amore finche' si trova a veder la morte in faccia e allora si smuove. Si libera della seriosa uniforme accademica e impara a passeggiare in campagna con l' amata. Con questo, non si puo' comunque dire di trovarsi dinanzi a una nuova tendenza cinematografica, perche' faremmo il caso piu' grande di quello che e' , ma piuttosto a uno stato d' animo diffuso. Si puo' pensare a una terza ondata di personaggi maschili. Il nuovo protagonista, infatti, non e' ne' il ragazzotto tutto d' un pezzo alla John Wayne degli anni Cinquanta, ne' il ragazzo ansioso suscettibile interpretato da Alan Alda negli anni Settanta. Questo nuovo uomo e' , piuttosto, un prodotto del movimento maschile e di quello femminile messi assieme. Quest' uomo non si fa piu' bello col machismo, ma vive con dolore il proprio imbarazzo nei confronti delle donne. Sollecitato dalla sua compagna a lasciar trapelare le proprie emozioni, si accorge di non esserne in grado, e per questo prova un profondo senso di colpa. In caso di crisi o di una qualunque situazione romantica, egli e' semplicemente paralizzato. Gelato. Un eroe della non azione. Ma, esternando il suo dramma interiore tutto conflitti sul grande schermo, assurge a modello da seguire. "Gli uomini hanno maltrattato e torturato le donne, ma e' possibile farlo anche solo sfuggendo loro?", dice Molly Askell, critica cinematografica e autrice del libro Dalla venerazione allo stupro: la trattazione cinematografica della donna. Ecco il suo commento sui protagonisti di film come The Remains of the Day e L' eta' dell' innocenza: "All' inizio questi personaggi ci appaiono d' animo nobile e disposti a sacrificarsi. Poco dopo, pero' , ci rendiamo conto che sono semplicemente privi del coraggio per compiere il grande passo. Si tratta del rifiuto di prendersi un impegno. Un rifiuto che questi film stanno innalzando all' ennesima potenza".
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Robert Bly, profeta del cosiddetto movimento maschile, descrisse il fenomeno nel libro Maschio di ferro un libro sugli uomini tre anni fa, un tempo sufficientemente lungo per permettere a Hollywood di assimilare un' idea e tramutarla in film. "Le donne si stanno affacciando all' attivita' nel momento in cui gli uomini le stanno incrociando per andare dalla parte opposta, verso la passivita' ", scriveva Bly. Per quanto nuovi possano essere questi eroi cinematografici repressi, la repressione maschile non e' affatto una novita' . "Penso si tratti di un classico problema maschile", e' l' opinione di Hopkins sul disagio incontrato dai suoi ultimi due personaggi. "Gli uomini soffocano le proprie emozioni. Nel caso di Stevens", il maggiordomo di The Remains of the Day, "questa donna invadente entra nella sua vita, gli cambia sempre le carte in tavola e continua a volerlo convincere a fare quel che vuole lei. Lui, dunque, ha degli ottimi motivi per negarsi". Secondo Pollack, "oggi gli uomini sono continuamente sollecitati a provare emozioni che da bambini o da ragazzi non avevano mai sperimentato, e si sentono quindi inadeguati. Certo che vorrebbero esprimere quel che provano, ma non dispongono del vocabolario adatto. Finisce che molti di loro si lasciano convincere dalle loro compagne a sottoporsi a una terapia". Inaspettatamente, si stanno cimentando con il tema dell' uomo paralizzato anche alcuni film studiati per il botteghino. Demolition Man, l' ultimo successo di Stallone, parte dal presupposto che nel 2032 la societa' americana sia stata completamente evirata. Gli uomini non sono piu' tali. Per lo piu' sono tipi molto diligenti. Non possono dire parolacce.
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Il sesso con le donne per loro non esiste piu' , nemmeno per procreare. E quando uno spietato criminale del ventesimo secolo viene scongelato e lasciato libero in mezzo a loro, essi dovranno ricorrere allo scongelamento di un altro Neanderthal del ventesimo secolo per potersi salvare. Maliziosa parodia sulla societa' contemporanea, il mondo futuristico di questo film potrebbe anche essere metafora della nuova generazione maschile, quel tipo di uomini che la teorica del sesso Camille Paglia dice di incontrare quando tiene le sue lezioni presso i campus dell' Ivy League:
"Il maschio completamente "personalcomputerizzato" è così ansioso di sapere se si sta comportando bene da aver paura di fare qualsiasi cosa", sostiene Camille Paglia. "Sono come uomini venuti dal Nulla, privi di ogni espressione o emozione". Bruce Joel Rubin, lo sceneggiatore che ha scritto e diretto My Life, e' d' accordo nel dire che per l' eroe maschile "le regole e i ruoli sono cambiati". Il personaggio da lui creato per Keaton nel film My Life e' un uomo di pubbliche relazioni di Hollywood che ha avuto successo ma che, a causa della propria incapacita' di espressione emotiva, sembra letteralmente andare verso la morte. Proprio quando lui e la moglie scoprono di essere in attesa del loro primo bambino, verra' a sapere di essere malato di cancro. Il protagonista decide di lasciare un testamento su videocassetta al figlio non ancora nato, ma al momento di girare la cassetta, dice Rubin, "scoprira' di non avere la minima idea di chi e' in realta' ". Cio' che fa di My Life un film dei nostri giorni e' la disperazione di Keaton non tanto per l' avvicinarsi della morte, ma per l' incapacita' di esprimere le emozioni appropriate. Non riesce a riconciliarsi con i genitori, divenuti degli estranei, non riesce a spiegare alla moglie perche' la ama ne' , come gli dice il suo terapeuta cinese, a "mettere ordine nella sua casa". Hopkins dice di essere attratto dai personaggi bloccati emotivamente perche' "per natura detesto i sentimentalismi, cosi' l' unico modo per interpretare grandi emozioni e' quello di recitare una parte avversa alle emozioni. Non amo che mi si veda in preda a una grande emozione o qualcosa del genere. Rifuggo da tutto cio' che e' stucchevole e svenevole. La chiamano repressione, ma e' solo uno dei tanti modi di affrontare la vita". Questo modo di rappresentare gli uomini come anime perse e' solo una fase? Lynda Obst e' di questo parere. "Stiamo per raggiungere una specie di sintesi", dice. Non e' sicura, pero' , di quale sara' il risultato di questa sintesi tra il vecchio eroe e l' uomo nuovo. "Possono essere forti ed eroici", dice con un tono quasi di speranza. "Potrebbero saper badare a se stessi, e anche le donne potrebbero prendersi cura di loro". Per il momento, a sintesi non ancora raggiunta, gli uomini che si rifugiano negli studi dei loro terapeuti (o che vi si ritrovano trascinati dalle mogli) possono descrivere il loro problema in modo succinto: "Soffro del complesso da Remains of the Day".
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Marin Rick
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08\11\1993
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Traduzione: Laura Ferrari