MINA, NESSUNA PIETÁ PER GLI UOMINI
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Nei brani del nuovo cd «lui» è spesso sciocco, ignorante, egoista
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«Sei grande grande grande...»? Non più. Il tempo è passato è bisogna aggiornare. Mina è sempre grande e non sono i giudizi sulla sua voce a dover essere rivisti. Sono invece gli uomini a uscire male dal suo nuovo disco «Bula Bula», da oggi nei negozi. Sembra quasi che la signora della canzone italiana e i suoi autori avessero in mente un chiaro modello del maschio di oggi. Negativo. L' opposto di quello ritratto da Tony Renis in «Grande grande grande». «Vai e vai e vai», canzone che apre il disco e che da qualche giorno sentiamo in radio, racconta di un uomo che non ha il coraggio di fare il passo decisivo fra amante e moglie. In «Portati via» - classico pezzo alla Mina, soft con il ritornello che esplode - l' ascoltatore di una immaginaria lite di coppia «direbbe lei cretina, ma lui che gran coglione». E il personaggio dell' ironica «Bell' animalone»? Concentrato sul sesso invece che, come lo vorrebbe lei, su Nietzsche e Montand, uno con lo «sguardo giulivo» che però litiga con il congiuntivo. Certo, anche il mascalzone della canzone del 1971 era «capriccioso, egoista e prepotente», ma, alla fine, tre volte «grande». Giudizi sugli uomini a parte, il disco offre 11 inediti e una cover di «La fin des vacances» di Henri Salvador.
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Nei brani del nuovo cd «lui» è spesso sciocco, ignorante, egoista
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Un album figlio della crisi discografica. In positivo. Spiega Massimiliano Pani, figlio e produttore: «Nessuno offre più spazi ai cantautori. Quelli che 5 anni fa ci avrebbero provato da soli oggi non trovano sbocchi. Così mandano proposte a Mina, sapendo che verranno ascoltati». Perché questo è il metodo di lavoro della signora Mazzini. Ogni anno le spediscono circa 3000 provini. Li ascolta tutti? «Anche quelli non professionali - dice Pani -, mandati da chi si piazza col registratore e la chitarra con i rumori di casa in sottofondo». L' unico collega noto ad essere ammesso nella rosa degli autori è stato Alex Britti. Commenta Pani: «Ci sono arrivate proposte anche da Tiziano Ferro e Le Vibrazioni. Ma chi ha un pezzo forte lo tiene giustamente per sé. Con "Se" Britti, invece, ha fatto uscire il suo spirito da autore». In «Bula Bula», cuore di nonna, ci sono anche le voci dei due nipotini, i figli di Massimiliano, Axel e Edoardo. E' del primo un messaggio su una segreteria telefonica in «Portati via», il piccolo offre una risata nella ghost track, una versione sorprendente di «Fever». Resta da spiegare il titolo. «E' un' espressione che lei usa per indicare un posto astratto, un posto fuori dal tempo e dal contingente». Un' immagine per simboleggiare il suo ritiro dalle scene? «Lei ha scelto di cercare una dimensione che le permette di avere una vita normale. C' è chi sta male se non viene riconosciuto e chi sta meglio nell' ombra».
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«BULA BULA» IL DISCO - Undici canzoni inedite (le prime da «Veleno» del 2002), una cover e una ghost track (brano non segnalato in scaletta e messo a fine disco): ecco «Bula Bula», il nuovo disco di Mina, prodotto dal figlio Massimiliano Pani, nei negozi da oggi IL TITOLO E' un' espressione che Mina usa per indicare un posto astratto, un posto fuori dal tempo e dal contingente. Nelle note del libretto si legge che il cd è stato «registrato nell' isola di Bula Bula nel 2004»
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Laffranchi Andrea
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21\01\2005
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