MASCHIO, ATTENTO IL FUTURO È DONNA
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ROMA - Professor Domenico De Masi [FOTO A SINISTRA], cosa gliene sembra, a lei che è un sociologo, di quest' Italia con sempre più single e sempre meno figli?

"Mi sembra un' Italia "sempre" meno confessionale, dove la famiglia viene costruita su misura, senza star lì a guardare, ad ossequiare certi stereotipi. Cosa che non accadeva ai miei tempi. Del resto, basti pensare che all' inizio del Novecento la vita media era di 38 anni, 350 mila ore da vivere; oggi ne abbiamo a disposizione 700 mila: in un secolo sono raddoppiate mentre per le precedenti 800 generazioni erano praticamente rimaste uguali. Certo che prima si viveva insieme tutta la vita, certo che si era fedeli...". I dati ci dicono che aumentano le coppie nelle quali la donna ha un titolo di studio superiore a quello del partner come pure quelle nelle quali entrambe lavorano. Che scenari prefigura tutto questo? "Siamo di fronte ad una femminilizzazione della nostra società. Le donne non solo hanno oggi le stesse opportunità degli uomini ma sono in grado di produrre schemi di vita completamente nuovi. Io lo vedo all' Università ogni giorno: le ragazze sono le più diligenti, attente, studiose... E poi non ci dimentichiamo che allo stato attuale della ricerca scientifica, una donna può avere figli senza avere un marito, un uomo non può senza una compagna...". Tuttavia, professore, le donne - così attente, studiose, diligenti - sono assai poco presenti nei luoghi di potere. Come lo spiega? "Perchè nessuno cede il potere senza combattere. E perchè d' altro canto, le donne hanno smesso di lottare. Hanno smesso subito dopo il Femminismo: la maggior parte delle grandi conquiste risalgono a quel periodo e i risultati si videro immediatamente. I maschi allora si arroccarono nei posti di comando. E loro, le donne, non battagliarono più. Oggi sono presenti moltissimo nei ruoli cosiddetti creativi... ma ne vada a cercare qualcuna in un consiglio d' amministrazione...". Lei trova che ci sia un nesso tra la sempre maggiore istruzione e occupazione femminile da una parte, e l' assenza di figli, l' aumento dei single e figli unici dall' altra? "Le coppie con un solo figlio aumentano perchè un tempo, per essere certi che sopravvivessero uno o due figli, bisognava farne cinque, tale era la mortalità infantile. Ma non è certo solo questo. E' difficile, oggi, progettare il futuro e fare figli con l' incertezza occupazionale che c' è. Flessibilità, lavori a termine, mutamento dei ruoli professionali, riconversione professionale... tutte belle parole, figuriamoci. Ma il posto fisso voleva dire anche questo: poter contare su qualcosa, avere un punto fermo, potersi fare carico della vita altrui, progettare...". Quindi gli italiani fanno bene a non fare figli? "Gli italiani si stanno dimostrando gente di grande saggezza... E se occorreranno giovani, si potranno sempre prendere, cercare, accogliere dal Terzo Mondo". Ma non aumentano solo le coppie senza figli, aumentano anche i single. Cosa succede? Cos' è che spaventa della vita a due? "Essere single non significa non fare l' amore, non amare, non andare a dormire dall' altro. Significa solo che gli italiani hanno capito che non ci si deve sposare per forza. E poi torniamo al discorso di prima. Per alcuni c' è l' incognita del lavoro, della casa... ci sono troppe variabili. Inoltre io credo che ci sia sempre più un rifiuto per legami troppo oppressivi e che si avvertono in qualche modo definitivi. E' vero che c' è il divorzio. Ma una volta che si è sposati, mica è così semplice dirsi addio...".
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Maria Stella Conte
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11\05\2000
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[(Sezione: CRONACA) - Pagina 10 - (Repubblica)]