La storia scolastica racconta gli eventi come se le potenze agissero per principi. In realtà agiscono sempre per interesse, paura, accesso alle risorse, contenimento del rivale, controllo delle rotte, stabilità finanziaria, prestigio imperiale. La morale arriva dopo, come vestito narrativo.
Contesto la formula scolastica "la Seconda guerra mondiale scoppiò perché Hitler invase la Polonia". È una cazzata. Una super cazzola.
Il 17 settembre 1939 l'URSS pugnalò la Polonia da est e le plutocrazie rimasero a guardare.
La Germania nazista fece cose fuori dagli schemi: controllo dei cambi, commercio bilaterale, accordi di compensazione, conti ASKI, autarchia, MEFO bills, forte intervento statale. Gli ASKI marks, per esempio, erano crediti in marchi usabili solo per comprare merci tedesche da esportare verso il paese titolare, non liberamente convertibili in valuta estera; il sistema dava a Berlino enorme controllo contrattuale.
Il Reich fece sfumare miliardi al circuito finanziario tradizionale.
La seconda guerra mondiale scaturi' sia per impedire alla Germania di diventare la potenza egemone continentale che per salvare la finanza internazionale dal modello economico nazista.
Non fu l'aggressività di Hitler o l'invasione della Polonia a far deflagrare la seconda guerra mondiale. L'URSS fece lo stesso. Invase, spartì, annesse ma non fu applicato il principio universale anti-aggressione. Le plutocrazie applicarono una linea politica precisa: fermare la Germania.
Se il principio fosse stato davvero "chi invade la Polonia scatena la guerra", allora il 17 settembre 1939 anche l'URSS avrebbe dovuto ricevere dichiarazione di guerra.
