Dopo tre ore di ginnastica, venti minuti di salto con la corda e dieci ore di scrittura.
Stasera a letto alle 21:30.
Domattina, alle 3:30, si torna a combattere. Mi sono preso un rischio.
E ALLORA RISCHIAMO.
Non mollerò mai. Mai.
[Fonte dell'immagine postata: antifeminist.altervista.org]
10.000 ORE SUL MIO LIBRO.
Sono stanco ? Si.
Esaurito ? Si.
Qualità? Eccellente.
Non è roba da supermercato. È roba che divide: chi entra, entra forte. Chi non entra, molla subito.
Punto ad un libro di culto.
Costanza e coglioni. Coglioni e costanza.
HO FAME. HO FAME. HO FAME.
Non mollero' mai.
Non si molla. Non si cambia idea. Mai.
Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia e il 3 settembre Inghilterra e Francia dichiararono guerra alla Germania. A sua volta, l'Unione Sovietica attaccò da est il 17 settembre ma nessuna misura a livello internazionale fu presa per questo atto di guerra. Quindi si può giustamente dedurre che le due potenze occidentali avessero più a cuore la sconfitta della Germania hitleriana piuttosto che la salvaguardia del popolo polacco. Pertanto non posso che condividere la tesi del professor Michael Walsh il quale sostiene che il crimine imperdonabile di Hitler fu di aver buttato fuori dall'affare il sistema bancario transnazionale dalla Germania.
Gli "storici ufficiali" parlano spesso di abdicazione dell'intelletto davanti alla scelta di Hitler di ordinare un'invasione a sorpresa contro l'Unione Sovietica il 22 giugno 1941. In realtà la scelta del dittatore nazista fu obbligata, poichè l'Unione Sovietica si stava preparando ad invadere l'Europa con l'Operazione Groze (tempesta), prevista per il 6 luglio 1941. Le intenzioni belliche di Stalin vennero manifestate espressamente nel telegramma che inviò al generale d'armata I.V. Tjulenev (comandate del fronte del Sud) il 7 giugno 1941: "Il territorio della Bessarabia è necessario come testa di ponte di partenza per organizzare l'attacco". (Suvorov, op. cit., pp. 184-185)
Come noto, gli Stati Uniti dichiararono guerra a Italia, Germania e Giappone subito dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor. Secondo "la versione ufficiale della storia", i giapponesi sferrarono un "attacco improvviso" senza "nessuna giustificazione". Tuttavia, esistono documenti e testimonianze che ribaltano il resoconto storico più accreditato. Il Giappone, contrariamente a quanto sostenuto, venne deliberatamente provocato in ogni modo possibile affinchè reagisse con un attacco disperato contro un nemico dalla superiorità militare schiacciante. La strage di Pearl Harbor, quindi, poteva essere evitata, come pure l'entrata in guerra degli Stati Uniti nel conflitto. Le fonti d'informazione che demoliscono la ricostruzione ufficiale provengono direttamente dagli archivi militari USA e dalle testimonianze degli ufficiali che prestarono servizio nella marina statunitense durante la guerra del Pacifico. Per quanto possa apparire assurdo, il motivo dell'esistenza di due versioni dell'accaduto è molto semplice da spiegare. Il popolo americano era assolutamente contrario a un intervento nel conflitto europeo, mentre Wall Street aveva tutto l'interesse a creare le condizioni per una nuova Versailles ed esercitava enormi pressioni sul mondo politico affinchè gli Stati Uniti entrassero nella mischia.
Dopo che Hitler nazionalizzó la Reichsbank — il 15 giugno 1939 — e la pose sotto il diretto controllo dell'establishment politico, il valore della moneta tedesca non fu più soggetto alle speculazioni dei mercati. La valuta permise alla Germania di raggiungere la massima prosperità economica. Il marco tedesco non si svalutó, poiché il valore della moneta circolante venne tenuto sotto controllo mediante la creazione di un sistema di scambio di beni e servizi fondato su cambiali garantite dallo Stato. In questo modo scomparve la disoccupazione e l'economia tedesca fu protagonista di un miracolo economico senza precedenti nella storia umana. Pertanto, la finanza internazionale coinvolse le plutocrazie in una guerra contro la Germania o, per meglio dire, al suo innovativo sistema economico, che avrebbe rischiato di espandersi a macchia d'olio anche al resto dell'Europa. Con il rischio, per i prestatori di moneta, di chiudere bottega per sempre.
"Would anyone maintain that Germany's attempt to dominate trade in Central Europe was not one of main reasons for the WWII ?" ~ Franklin Delano Roosevelt al figlio Elliot il giorno in cui decise di condurre gli Stati Uniti al fianco della Gran Bretagna nella seconda guerra mondiale."
"The root cause of war was Hitler's successful attempt to establish a new economy." ~ Il generale britannico J. P. C. Fuller.
"We do not conduct our economic policy according to the views or wishes of bankers in New York or London; instead, Germany's economic policy is conducted solely according to the interests of the German people." ~ Adolf Hitler (24 febbraio 1941)
Analizzare la storia da un punto di vista diverso è scomodo, spaventa e non è accettabile nella "società liberal". Gli storici ufficiali non sono altro che adulatori servili, pronti a celebrare i vincitori in cambio di denaro o privilegi. Compreso che la verità non giova alla carriera, hanno preferito perfezionare l'arte dell'inchino, rinunciando a ogni forma di ricerca seria, limpida e fedele ai fatti. A distanza di 80 anni, non sembra ancora possibile rileggere gli eventi fuori dallo stereotipato racconto fiabesco dei "buoni contro i cattivi". Sono sempre i vincitori a scrivere la storia e, la seconda guerra mondiale, non ha costituito eccezione a questa regola.