Il 7 dicembre 1941 gli aerei giapponesi comparvero sopra Pearl Harbor e gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale.
Nella memoria collettiva plutocratica il Giappone attaccò improvvisamente gli Stati Uniti e Roosevelt reagì.
Prima delle bombe sulle Hawaii, però, esiste un capitolo economico che merita attenzione.
L'impero giapponese era una grande potenza militare costruita su un territorio povero di materie prime e fortemente dipendente dalle importazioni.
Nel luglio 1941 gli Stati Uniti congelarono i beni giapponesi. Il commercio tra i due paesi si arrestò quasi completamente e le forniture americane di petrolio finirono per cessare.
Per Tokyo il problema divenne immediato: senza nuovo petrolio, le riserve disponibili sarebbero durate solo per un breve periodo. Marina, aviazione, industria dipendevano da quelle scorte del cazzo.
Il Giappone decise di puntare sulle risorse del Sud-est asiatico e considerò la flotta americana del Pacifico un ostacolo da neutralizzare. Pearl Harbor divenne così parte di una strategia molto più ampia.
Quanto avrebbe potuto continuare a funzionare una potenza come il Giappone dopo essere stata privata delle materie prime indispensabili alla propria economia e forze armate?
