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Perchè le lettere che non si inviano, si strappano. Laddove quello che si scrive con un computer, resta, convinti come si è, possedendo noi soli la "chiave di entrata" per la lettura di questo materiale, che nessuno, mai, potrà accedervi. Ecco, il film è nato da qui...". E poi? "E poi è la storia di una donna abbandonata, dopo anni di convivenza, dal suo uomo che si trova appunto ad essere inserito in una zona segreta del suo computer, e scopre, di lui, una serie di cose che non aveva mai messo a fuoco. Parla, al telefono. E al telefono, con sua madre, con un' amica, racconta la sua disperazione... Lei è una ragazza che vendeva verdure al mercato. Lui è uno scrittore di grandissima fama che l' ha "pigmalionata"". Lui, nel film, non si vede mai. Lei è sullo schermo dalla prima all' ultima scena. Scusi, Maselli, ma di Ornella Muti si è sempre detto e pensato che sia più bella che brava... un' ora e venticinque in primo piano costante, da sola... Maselli non ha dubbi: "In questo film sarà più brava che bella: sono solo tre giorni che lavoro con lei, e devo dire che, pur essendo convintissimo da sempre che sia stata sottovalutata, sono tuttavia sorpreso in positivo dalle sue capacità, dalla sua presenza... L' ho scelta non tanto per i film che ha fatto con Ferreri, dove era più un' immagine significativa che un' attrice, bensì per il film di Nuti Tutta colpa del Paradiso in cui era proprio brava...".
.La farà anche doppiare da sola? "Io ho fatto doppiare per la prima volta da sola, Claudia Cardinale negli Indifferenti, figuriamoci se non voglio che Ornella abbia sullo schermo la sua voce... Anzi, le dirò che sto riscrivendo tutto il capione su di lei, sull' autorevolezza che ha dimostrato in questi primi tre giorni di lavorazione, e che io non avevo previsto in sceneggiatura: a me piace che il film rispetti i ritmi interni dell' attore". Tranne il caso di Volontè protagonista del suo Il sospetto, lei ha sempre privilegiato protagoniste femminili... "Io ho sempre pensato, sinceramente, che le donne sono più intelligenti degli uomini. E forse da qui, senza che neanche io me ne accorga, nascono i miei film che hanno, tutti quanti, se non una protagonista-donna, un' angolazione femminile, e un occhio di riguardo per le attrici". Lei è un regista politico: anche Storia d' amore si poteva leggere come una storia politica "Oh no: in Storia d' amore, io mi sono abbandonato al piacere di raccontare una vicenda e tre personaggi. Mi sono lasciato condurre dalla storia, senza impormi con una mia tematica. Lo stesso vale qui: non voglio dare una lettura unica e semplificante della complessità di un rapporto umano, voglio giocare la scommessa di restituire, sullo schermo, proprio la complessità".
.Anna Maria Mori
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01\05\1988
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[(Sezione: SPETTACOLI) - Pagina 31 - (Repubblica)]