Ho passato giorni, settimane intere ad osservare le mosse della finanza internazionale e della sua capacità di condizionare, indirettamente, l'azione del governo italiano. A questo punto è d'obbligo una digressione al fine di chiarire il mio pensiero in merito alla sopra accennata questione. Matteo Salvini, durante la campagna elettorale 2018, ha enunciato chiaramente la sua intenzione – oltre ai capitoli dedicati all'immigrazione – di cancellare la legge Fornero, abbassando l'età pensionabile, per liberare posti di lavoro in favore dei giovani, disoccupati o precari. Lo sforzo è lodevole e non privo di interessanti prospettive. Quindi Salvini, coerentemente con il mandato elettorale ricevuto, una volta vinte le elezioni – assieme al Movimento 5 Stelle – ha avviato un iter per procedere all'eliminazione della suddetta legge. Non lo avesse mai fatto ! Il primo altolà è arrivato dal Fondo monetario internazionale, poi è stata la volta della Banca d'Italia – attenzione però a non lasciarsi ingannare dal nome in quanto è una SPA privata – e, infine, a rincarare la dose, ci hanno pensato le agenzie di rating e i mercati con lo spread che è tornato sopra il muro dei 300 punti base. Visto il crescente nervosismo della finanza, le minacce velate di Moody's, Fitch e Standards & Poor's pronte a declassare l'Italia, il povero Ministro Tria si è trovato costretto a sconfessare l'azione di governo rimandando il superamento della legge Fornero a tempi migliori, in un futuro forse indefinibile. Alla luce di questa mia analisi che ha evidenziato il potere assoluto dei mercati finanziari – e degli altri organismi sovranazionali – capaci di orientare l'azione dello Stato, il voto degli italiani, espressione della sovranità popolare si è dimostrato del tutto ininfluente. Soffocata dalla pressione, per non finire schiacciata dagli stessi ingranaggi che comandano, l'Italia si è ridotta a pura democrazia di facciata.
"Il tuo Dio, l'Eterno, ti benedirà come t'ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito; dominerai su molte nazioni, ed esse non domineranno su te."
Deuteronomio 15:6-16
Il debito pubblico italiano è il risultato di una moneta che lo stato emittente non controlla, nel senso che non ne gestisce l'emissione. Infatti, tutto il denaro erogato in Italia è stato stampato della Banca Centrale Europea in contropartita ai titoli di debito pubblico. Poichè l'unico modo per creare moneta è attraverso questo scambio, nel nostro sistema il denaro e il debito sono la stessa cosa, ovvero il denaro è un debito. Pertanto è facile immaginare possibili scenari futuri: o assisteremo basiti, impotenti e assuefatti al default del Paese Italia, o lo stesso, sarà costretto a subire – da parte di organismi sovranazionali – un controllo informale sempre più stringente.
"Il tuo Dio, l'Eterno, ti benedirà come t'ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito; dominerai su molte nazioni, ed esse non domineranno su te."
Deuteronomio 15:6-16
Il debito pubblico italiano è il risultato di una moneta che lo stato emittente non controlla, nel senso che non ne gestisce l'emissione. Infatti, tutto il denaro erogato in Italia è stato stampato della Banca Centrale Europea in contropartita ai titoli di debito pubblico. Poichè l'unico modo per creare moneta è attraverso questo scambio, nel nostro sistema il denaro e il debito sono la stessa cosa, ovvero il denaro è un debito. Pertanto è facile immaginare possibili scenari futuri: o assisteremo basiti, impotenti e assuefatti al default del Paese Italia, o lo stesso, sarà costretto a subire – da parte di organismi sovranazionali – un controllo informale sempre più stringente.


