Lo scienziato italiano Alessandro Strumia ha tenuto un seminario mostrando statistiche di pubblicazioni, citazioni e tabelle le quali hanno evidenziato come, la differenze dei sessi, indirettamente, possano incidere nella ricerca scientifica.
Apriti cielo ! Molte femminucce si sono sentite offese dalle parole di Strumia a proposito di una maggiore predisposizione degli uomini nell'ambito scientifico. Una presentazione che ha suscitato un vespaio di polemiche e, per tutta risposta, ha avuto una reazione assurda: il professore è stato sospeso dal Cern mentre l'università di Pisa ha aperto un procedimento etico. Così i mass media, tradizionalmente misandrici, hanno finito con il cavalacare l'isteria femminista cercando di destabilizzare la carriera e la reputazione di quest'uomo.
Il Cern non ha smentito quanto affermato dal ricercatore italiano — con altri dati e analisi — come vuole la prassi scientifica, ma si è limitato a fare dell'oscurantismo politicamente corretto. La scienza dovrebbe essere senza pregiudizio, fondata sulla meritocrazia e su una stimolante concorrenza. La bontà o meno di una tesi la si dimostri — dati alla mano — e non chiamando in causa questioni di opportunità. La scienza (quella con la S maiuscola) se ne frega delle quote rosa, tanto care alla sinistra. Un esempio del genere, "a parti invertite", non solo non sarebbe stato punito, ma non sarebbe stato neppure socialmente biasimato. C'è una crescente oppressione del pensiero unico — la cosiddetta fonte di verità — che si è affermato attraverso il sistema dei media, nell'arco di svariati decenni, che demonizza chiunque non sia d'accordo con questa visione totalizzante. Persone con stimolate capacità di ragionamento si sono rese conto che, in realtà, ha preso campo una forma subdola di "democrazia di facciata".
Apriti cielo ! Molte femminucce si sono sentite offese dalle parole di Strumia a proposito di una maggiore predisposizione degli uomini nell'ambito scientifico. Una presentazione che ha suscitato un vespaio di polemiche e, per tutta risposta, ha avuto una reazione assurda: il professore è stato sospeso dal Cern mentre l'università di Pisa ha aperto un procedimento etico. Così i mass media, tradizionalmente misandrici, hanno finito con il cavalacare l'isteria femminista cercando di destabilizzare la carriera e la reputazione di quest'uomo.
Il Cern non ha smentito quanto affermato dal ricercatore italiano — con altri dati e analisi — come vuole la prassi scientifica, ma si è limitato a fare dell'oscurantismo politicamente corretto. La scienza dovrebbe essere senza pregiudizio, fondata sulla meritocrazia e su una stimolante concorrenza. La bontà o meno di una tesi la si dimostri — dati alla mano — e non chiamando in causa questioni di opportunità. La scienza (quella con la S maiuscola) se ne frega delle quote rosa, tanto care alla sinistra. Un esempio del genere, "a parti invertite", non solo non sarebbe stato punito, ma non sarebbe stato neppure socialmente biasimato. C'è una crescente oppressione del pensiero unico — la cosiddetta fonte di verità — che si è affermato attraverso il sistema dei media, nell'arco di svariati decenni, che demonizza chiunque non sia d'accordo con questa visione totalizzante. Persone con stimolate capacità di ragionamento si sono rese conto che, in realtà, ha preso campo una forma subdola di "democrazia di facciata".


