Un punto spesso trascurato dagli "stronzici ufficiali" è che Hitler cercò di sottrarre la Germania all'influenza della finanza internazionale, legando la valuta al lavoro interno e non ai prestiti esteri o all'oro. Questo rese la Germania "un corpo estraneo" nell'economia mondiale dominata dalle potenze occidentali (USA e Regno Unito). In pratica, minacciava la struttura stessa del sistema economico globale. Qualche storico onesto come Guillebaud o Carrol Quigley riconosce che questa sfida monetaria irritò profondamente le potenze finanziarie occidentali.
La sconfitta della Germania nel 1945 segnò non solo la fine del nazismo, ma anche la vittoria definitiva del modello economico basato sulla moneta-debito a LIVELLO GLOBALE. Un sistema che segue la logica introdotta nel XIX secolo dalla famiglia Rothschild.
L'anomalia economica tedesca fu percepita come un virus nel corpo del sistema finanziario globale. Il mondo non poteva accettare un Paese capace di prosperare senza debito, perché minava la struttura su cui tutto l'Occidente era fondato.
Oggi, viviamo nel grande paradiso democratico ma, sotto la sua luce artificiale, serpeggia il buio.
Il buio perfetto della morte.
