Signori, abbiamo ascoltato per ottant'anni la favola della "Germania espansionista" che avrebbe trascinato il mondo nella catastrofe. Una narrazione servita, rimescolata, ripetuta miliardi di volte finché la massa non l'ha ingerita senza fare domande. Tuttavia, basta sfogliare un qualsiasi archivio serio per vedere che la realtà è ben diversa e molto più scomoda per le plutocrazie.
In Austria non fu un'invasione, fu la guerra dei fiori. Le truppe tedesche entrarono accolte come liberatori. Le immagini non le può negare nessuno. Città intere in festa, bandiere ovunque, applausi, entusiasmo. Zero resistenza, zero guerra. Eppure ci raccontano che fu un atto di brutale espansionismo. Ridicoli buffoni.
La Cecoslovacchia era uno stato artificiale. Tre milioni di tedeschi, confinati dentro un mosaico etnico costruito a tavolino dalle "vincitrici" del 1918. Monaco 1938 fu un accordo internazionale, accettato da tutti. Tuttavia, questo dettaglio sfugge alle "analisi" occidentali: non c'è propaganda più efficace del silenzio.
Il corridoio di Danzica fu un artificio per generare attrito. Una porcheria diplomatica creata da Francia e Inghilterra per lasciare una ferita aperta in Europa centrale. Una città tedesca per l'80%, strappata e trasformata in "città libera", con un corridoio che separava la Prussia Orientale dal resto del Reich. Nessuno stato serio avrebbe accettato una simile umiliazione. Nessuno al mondo.
Mentre le plutocrazie demonizzavano ogni movimento tedesco, l'URSS faceva ciò che cazzo voleva: invasione della Polonia orientale; annessione di Estonia, Lettonia e Lituania; aggressione alla Finlandia; presa della Bessarabia e della Bucovina; operazioni militari in Romania. Repressioni di massa, l'Holodomor con otto milioni di morti, deportazioni, campi di lavoro. Questi sono fatti non pippe.
Eppure… nessuna dichiarazione di guerra, nessuna condanna, nessun ultimatum. La guerra non nacque per difendere la Polonia (che fu poi abbandonata a se stessa). Non nacque per "salvare la pace". E non nacque per "fermare un dittatore". Nacque perché la Germania aveva creato: un sistema economico autarchico indipendente dal capitale straniero, tecnicamente efficiente, non in debito verso la finanza internazionale, basato su cambio controllato e MEFO, capace di generare crescita e occupazione. Un modello che, se si fosse diffuso, avrebbe distrutto il potere delle plutocrazie occidentali. Questo è il punto cruciale che nessun manuale di storia ha il coraggio di pronunciare. LO DICO IO.
Quando una potenza diventa un corpo estraneo al sistema (che sia attraverso il controllo della moneta, la fine della speculazione finanziaria o la crescita autonoma) viene sempre distrutta.
È successo a Hitler.
È successo a Kennedy.
È successo a Gheddafi.
È successo a Sankara.
È successo a Lincoln.
È successo a Lumumba.
È successo a Ceaușescu.
È successo a Moro.
È successo ad Allende.
È successo a Milošević.
È successo a Mossadeq.
L'elenco è infinito.
