Nell'antichità la guerra dava il diritto al vincitore di sterminare i popoli vinti per il timore di rivalse o vendette. Emblematico è a tal proposito il genocidio perpetrato dai romani nei confronti dei cartaginesi. La guerra, dopo tutto, è in buona parte un modo per conseguire il controllo politico, culturale ed economico sulle altre nazioni. Non c'è dubbio, infatti, che il problema rimane sostanzialmente legato a quel fenomeno di lotta per la supremazia, che è lo scopo stesso della vita. Questa competizione spietata, simile alla "lotta per la sopravvivenza" proposta da Darwin, condanna l'individuo meno adatto alla distruzione. Anche oggi il desiderio di supremazia è sotto i nostri occhi anche se in modo più subdolo rispetto al passato — poichè nascosto nel baluginio di luci stroboscopiche — ma è accompagnato dalla medesima intensità distruttiva, mi riferisco ovviamente all'egemonia del globalismo neoliberista promosso della finanza internazionale.
Grazie all'indottrinamento di massa, l'opinione pubblica è convinta di vivere in un contesto di libertà e pace. Nella tempesta della mondializzazione, i carri armati sono scomparsi poichè sostituiti dalle armi dell'amore e nuove espressioni sono state introdotte come multietnicità, multiculturalità e polisessualità. Questo è il mantra della finanza progressista che viene ripetuto, da decenni, a tamburo battente, sui mass media.
Cerchiamo di capire quali saranno i possibili effetti — tralasciando per un momento — la rigida dictomia fascismo-antifascismo. Anche perchè o si è democratico-liberali — per i banchieri e le lobbies — o si è — in favore del popolo — in qualità di nazisti. In definitiva, questa schematizzazione semplicistica va contro la libertà di pensiero e contribuisce indirettamente a smascherare le finalità tiranniche dei promotori del pensiero unico.
La multietnicità implica necessariamente la multiculturalità e ciò comporta la perdita della propria identità e, quindi, se in Europa dovesse continuare l'imponente flusso migratorio di questi ultimi anni, ciò provocherà un graduale genocidio dei popoli bianchi. Attraverso la polisessualità cioè una sessualità dotata di tendenze molteplici, di cui la procreazione non è che una tendenza tra le altre, si stà cercando di accellerare questo progetto attraverso la riduzione della crescita della popolazione europea. E i media che determinano il mainstream seguono questa agenda che sembra essere stata pianificata da tempo. Cosa possiamo dedurre da tutto questo ?
Cerchiamo di capire quali saranno i possibili effetti — tralasciando per un momento — la rigida dictomia fascismo-antifascismo. Anche perchè o si è democratico-liberali — per i banchieri e le lobbies — o si è — in favore del popolo — in qualità di nazisti. In definitiva, questa schematizzazione semplicistica va contro la libertà di pensiero e contribuisce indirettamente a smascherare le finalità tiranniche dei promotori del pensiero unico.
La multietnicità implica necessariamente la multiculturalità e ciò comporta la perdita della propria identità e, quindi, se in Europa dovesse continuare l'imponente flusso migratorio di questi ultimi anni, ciò provocherà un graduale genocidio dei popoli bianchi. Attraverso la polisessualità cioè una sessualità dotata di tendenze molteplici, di cui la procreazione non è che una tendenza tra le altre, si stà cercando di accellerare questo progetto attraverso la riduzione della crescita della popolazione europea. E i media che determinano il mainstream seguono questa agenda che sembra essere stata pianificata da tempo. Cosa possiamo dedurre da tutto questo ?
Dietro la promozione dei diritti umani e tutele anti-discriminatorie si ravvisa una strategia della power èlite che opera nei livelli superiori della società — dall'ONU all'UE fino al FMI — che ha come scopo quello di sperimentare sulle cavie europee, le più turpi manipolazioni dell'essere umano e, al tempo stesso, indurre indirettamente al genocidio dei popoli bianchi, politicamente indotto, dal complesso morale e dal senso di colpa. In ciò nulla è cambiato dai tempi antichi se non nella forma. Il desiderio di supremazia e di dominio, oggi, non si manifesta più attraverso l'uso della forza delle armi, ma in modo più subdolo e meschino.




